VENTO DA EST

Il Ciliegio

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Un libro per il Cinema edizione 2019
sezione Editi

Al Festival

5 ottobre 2019

Biblioteca “Afra Ciscato” di Cartoceto (PU)

TRAMA

Nei primi anni ’90, tre amici fraterni albanesi poco più che ventenni, Saimir, Malèn e Artan, decidono di abbandonare la loro Patria a causa delle vessazioni che, da oltre 40 anni, il regime dittatoriale isolazionista instaurato in quello Stato infligge alla popolazione. È l’inizio della grande rivoluzione che porterà la democrazia in quel Paese.

I tre si mettono d’accordo per salire a bordo di una nave diretta in Puglia ma, a causa di un inconveniente dell’ultimo minuto, solo Malèn e Artan riescono a imbarcarsi, mentre Saimir è costretto a restare in Albania.

Dopo un viaggio drammatico e rocambolesco, i due ragazzi riescono a sbarcare al porto di Brindisi, assieme ad altri disperati come loro.

Malèn, mentre tenta di riprendersi, spossato, sulla banchina del porto, viene avvicinato da Alina, una giovane volontaria, di famiglia ricca e potente, originaria di Verona e trasferitasi a Brindisi per ragioni di lavoro del padre. Lui è talmente sconvolto dal viaggio che, sul momento, non riesce neppure a rendersi conto della coperta e dei viveri di conforto che la ragazza gli consegna.

I genitori di Alina, che frequenta l’ultimo anno del liceo classico con ottimo profitto, sono all’oscuro dell’attività di volontariato della figlia; quando vengono a sapere da una professoressa che un giorno ha marinato la scuola per andare ad assistere i profughi, s’indignano e le vietano categoricamente di proseguire quella attività, per loro indecorosa e poco sicura.

La ragazza, però, con uno stratagemma riesce a far loro cambiare idea: si rivolge al suo amico e coordinatore Tano, uno dei responsabili della struttura che si occupa dell’accoglienza dei profughi presso la quale presta la sua opera, e gli chiede di far contattare i suoi genitori dalla direttrice del Liceo che lei frequenta – una suora, con la quale Tano intrattiene ottimi rapporti – affinché chieda loro esplicitamente il suo aiuto alla nobile causa dell’accoglienza. Tano accetta e il piano va a buon fine: i genitori, lusingati dalla richiesta e nella vanesia speranza di acquisire sempre più prestigio sociale, accettano e le danno il loro assenso.

Alina inizia quindi a insegnare italiano ai profughi e durante le lezioni rivede Malèn, ospite del campo profughi di Brindisi assieme all’amico Artan.

Tra Alina e Malèn scoppia l’amore, ma Tano – che ben presto si rivela cinico e privo di scrupoli, interessato solo ai soldi e per nulla ai profughi – tenta di slealmente intromettersi nel loro rapporto, geloso di Alina, nei cui confronti ha unicamente mire sessuali. Alina riesce a dissuaderlo anche grazie ad alcuni documenti compromettenti, da lei trovati per caso, relativi alla sua gestione disinvolta del centro di accoglienza; Malèn invece è meno diplomatico e lo picchia a sangue. Tano desiste dai suoi

intenti poco cavallereschi, soprattutto per paura che le sue manovre poco chiare all’interno del centro di accoglienza vengano scoperte e perseguite.

Arriva il giorno in cui Malèn ottiene i documenti di soggiorno e, di conseguenza, dovrebbe lasciare il campo profughi per il nord Italia. Lui decide però di restare a Brindisi, per amore di Alina, anche se a malincuore è costretto a staccarsi dall’amico fraterno Artan, che invece vuole partire alla volta della nuova destinazione. I due si promettono solennemente di rivedersi un giorno.

Malèn riesce a trovare un lavoro stagionale, grazie all’aiuto di una coppia di amici benestanti conosciuti nel frattempo al campo profughi dove alloggia.

Terminata la stagione, i due ragazzi devono prendere una decisione circa le loro vite: Malèn deve riuscire a trovare un lavoro più sicuro, mentre Alina, diplomatasi col massimo dei voti, non può più vivere nel clima repressivo che i suoi genitori le riservano nella ridicola speranza che possa, un domani, sposare uno dei maggiorenti della città, uno qualsiasi, purché ricco e influente.

Una mattina, quindi, fuggono in treno verso Verona, dove Alina ha una zia disposta e metter loro a disposizione un appartamento.

Saimir, nel frattempo, non avendo più avuto notizie dagli amici, è caduto in depressione e si è dato all’alcool. Un giorno una sua amica di scuola, su invito di sua madre, va a trovarlo. Assieme iniziano una nuova vita e lui si riprende del tutto solo quando Malèn, dopo avere percepito il suo primo stipendio, gli manda un pacco pieno di regali.