VELENI E VERITÀ

GRAUS EDITORE


7 ottobre 2018 – Teatro del Trionfo Cartoceto (PU)

TRAMA

Dopo le pubblicazioni di “Il Canto nel vento” del 2015 e “AIRONI di CARTA” del 2017, i due autori Giulia Fera e Francesco Testa, sono giunti alla terza avventura editoriale VELENI&VERITA’, targata 2018 con Grauseditore.
Un romanzo che è uno spaccato di storie di vita, ambientate in un piccolo lembo di terra della costa calabrese, a Punta Pezzo, nei pressi di Villa San Giovanni, terra bella e amara, dove si assiste a un grande esodo di popolazioni fuggite dalla guerra e la miseria, provenienti dalla Libia, Eritrea, Niger e altri paesi del Sud Sahel, con tutta la loro vita racchiusa in uno zaino. Era l’alba di un settembre, con il mare dello stretto in burrasca, tanti barconi carichi di anime costipate come sardine, corpi senza vita restituiti dalla forte mareggiata. Il bellissimo e vasto paesaggio delle coste calabresi si popola di migranti, diventa luogo di passaggio per tante persone che nutrono la speranza di approdare verso mete sicure. Ben presto nei tanti luoghi raccontati, tra fantasia e realtà, si svelano anche scene di crimine efferato, di gente assetata di potere, che usurpa un territorio e lo rende un campo contaminato di
odio e veleni. Oltre agli sbarchi e ai tanti migranti in cerca di fortuna, verso altri luoghi a Nord della penisola e
d’Europa, si racconta di Greta, una giovane ricercatrice, innamorata di Tommaso, che insieme alla gente del luogo, instaura rapporti di solidarietà e condivisione. Epicentro del romanzo le coste bagnate dal mare. L’approdo sulla terraferma crea un nuovo sistema di relazioni e di contemporaneità, un modo di stabilire il giusto rapporto fra la necessità di recuperare un codice comune di convivenza tra residenti e migranti, e soprattutto essere di riferimento alle nuove istanze etnico-culturali. Intere popolazioni sono giunte dal mare, in cerca di una vita migliore o semplicemente per sfuggire alla fame, al dolore e alla morte, in nome di un linguaggio universale e concreto fatto di umanità che onori tanto ciò che li accomuna quanto ciò che li rende differenti.
Abeba, una sangoma anch’essa arrivata dall’Africa qualche anno prima, già inserita nel contesto sociale, diventa il fulcro della narrazione, in quanto è capace di evidenziare le fragilità del genere umano, che pur contenendo una propria verità, si fa portavoce di una volontà nuova di creare appartenenze. Questa donna inoltre, si rivela una valida guida, un punto di riferimento capace di restituire dignità alle persone. Accorre in loro aiuto e cerca di dissipare i veleni insiti nelle vicende amorose tra Greta e Tommaso; mette in rilievo le problematicità relazionali della coppia, svelando gli inganni propri dell’egoismo, che inaridiscono sia il cuore che la mente.
Troppi i flussi migratori e continue le fughe dalla realtà nell’accezione più ampia, nella disperata traversata della vita, tra i flutti del mare e gli abissi della propria coscienza.
Il romanzo è una spirale di eventi, dialoghi, interrogativi, tormenti amorosi e conflitti, dipanati abilmente da Abeba, attraverso uno strumento efficace, quanto universale quale l’amore. La sua abilità a interloquire, diventa una comunicazione potente, capace di veicolare e mettere in risalto le forze e le debolezze umane. In modo trasversale crea spunti di riflessione per tutti i partecipanti alla scena. La sangoma costruisce ponti tra le varie culture, che talvolta s’intrecciano, si fondono in nome dell’integrazione, in un caleidoscopio di sensazioni e sentimenti.
La narrazione in Veleni&Verità pone il focus sulle difficoltà dei migranti, l’adattabilità al nuovo, la capacità di interscambi, ma anche sulla volontà di conservare le peculiarità del proprio gruppo di appartenenza.
Il romanzo, inoltre pone in risalto il grande bagaglio di dolori, sopraffazioni e tradizioni, superstizioni e riti voodoo, traffico di organi umani e tutte le nefandezze di cui è capace l’uomo quando è privo di scrupoli. Svela storie inenarrabili di pratiche tribali, ma porge anche la nuova visione del multiculturalismo.
L’accento dunque su molteplici questioni, ma soprattutto sull’universalità dei diritti, la cittadinanza globale, il ruolo pubblico della religione, le politiche dell’identità, come principio della reciprocità del riconoscersi, come architettura di senso dei rapporti tra gli esseri umani.