METACINEMA NELLE OPERE DI LYNCH, CRONENBERG, DE PALMA

Edizioni Umanistiche Scientifiche


31 luglio 2017 ore 20,00 – Spazio Q8 dell’Isola di Roma

“Una moltitudine di specchi nei quali ci riflettiamo, di soglie varcate che ci trasportano in altre dimensioni, come quella che Alice attraversa per arrivare nel Paese delle Meraviglie: questo è il cinema!”

TRAMA

Questo il concetto alla base di Il metacinema nelle opere di Lynch, Cronenberg, De Palma firmato da Chiara Nucera e uscito per la collana Spaghetti Horror edita da EUS, Edizioni Umanistiche Scientifiche. Il saggio è un’analisi sul cinema contemporaneo, traendo spunto da alcuni autori specifici, cavalcando il periodo che va dall’inizio degli anni ’80 ai primi anni del nuovo millennio, fatta eccezione per alcune mirate digressioni, come quella su Alfred Hitchcock, considerato dall’autrice epigono di un certo tipo di approccio stilistico.

Stabilendo nel teatro greco e nella filosofia classica la base di partenza per le più moderne teorie analitiche, prende vita il discorso sulla duplicità del reale, qui presente in tre accezioni: realtà vissuta come profonda mutazione corporea, realtà che diviene prima riproduzione e poi ricostruzione, realtà che emerge dalla zona oscura dove sogno ed esistenza si confondono. Un fil rouge che lega le filmografie di originali autori, toccando anche le teorie di Freud su perturbante e sogno e gli studi di Rank sul doppelgänger.

Ritrovando in questo il concetto di metacinema, ovvero quella singolare rappresentazione cinematografica che ha per oggetto essa stessa, o nella quale vengono inseriti elementi che rievocano una messa in scena fittizia dell’azione che si sta svolgendo, emerge un’evidente contrapposizione tra spazio interno ed esterno, oltre lo schermo e oltre il corpo dello spettatore. Il dualismo risulta così necessario poichè la vita e lo stesso cinema, che ne è derivazione, ne sono caratterizzati.